Nulli gli atti di Equitalia e Ag. Entrate firmati da falsi dirigenti


Sarebbero nulli tutti gli atti emessi dalla Agenzia delle Entrate e, di conseguenza, le cartelle esattoriali di Equitalia formate sulla base di ruoli delle Agenzie delle Entrate: la ragione è perché il Fisco ha fatto fino ad oggi firmare i propri atti a personale dipendente privo della qualifica di “dirigente”.
Il terremoto è stato sollevato dalla dottoressa Maria Rosaria Randaccio ex Intendente di Finanza a Cagliari (poi direttrice della Commissione Tributaria, in ultimo in forza al Tesoro e all’assessorato regionale al Turismo), la quale avverte: le cartelle di Equitalia e gli avvisi delle Agenzie delle Entrate sono tutti nulli. Ciò deriva da una importante sentenza del TAR Lazio [1]. Il Tribunale amministrativo ha stabilito che, all’interno delle Agenzie delle Entrate, gran parte del personale che firma gli accertamenti non ha i requisiti di “dirigente”. La conseguenza è che tali atti sono nulli e, con essi, anche le successive cartelle Equitalia.
La Randaccio ha da poco presentato un esposto alla Procura Generale della Corte dei Conti e alla Avvocatura Generale e invita tutti i cittadini a ricorrere contro questo vizio di nullità. Così abbiamo deciso di intervistarla.

LaLeggePerTuttiDottoressa Randaccio, qual è l’origine del problema che renderebbe nulle buona parte delle cartelle esattoriali?

Maria Rosaria Randaccio: Il Tar del Lazio [1] ha dichiarato illeciti e illegittimi gli ottocento incarichi dirigenziali conferiti a semplici impiegati, invece che ai veri Dirigenti delle Agenzie delle Entrate sparse nelle varie sedi d’Italia.

Infatti, su un organico di 1.200 dirigenti del Ministero, solo 400 posti risultano coperti da dirigenti abilitati, ossia assunti tramite regolare concorso, mentre gli altri 800 incarichi sono stati conferiti indebitamente a dei “nominati”.

La questione è stata affrontata anche dalla stessa Corte dei Conti [2] e dal Consiglio di Stato[3]. Quest’ultimo sostiene, tra le righe, che Equitalia S.p.a. agendo in qualità di agente della riscossione, in quanto concessionario di un pubblico servizio [4], deve utilizzare, per tutte le incombenze, personale che opera in regime di diritto pubblico, ossia Dirigenti della Pubblica Amministrazione.

Il fatto che tutto il personale utilizzato per le incombenze della riscossione debba essere incardinato nella Pubblica amministrazione lo prevede la legge [5]. La stessa legge prevede che anche la sottoscrizione dei ruoli da trasmettere a Equitalia per la riscossione deve essere svolta esclusivamente dai Dirigenti, dal momento che solo ai Dirigenti compete l’adozione degli atti e dei provvedimenti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno [7].
Invece, come ci ha svelato il Tar del Lazio con la sentenza appena citata, la trasmissione  dei ruoli ad Equitalia per la loro riscossione – prerogativa un tempo affidata alla  competenza esclusiva degli Intendenti di Finanza – in questi ultimi dieci anni è stata illegittimamente effettuata da semplici impiegati, spesso privi del diploma di laurea.

LLPT: Qual è dunque la conseguenza?

MRR: La conseguenza è che tutte le cartelle  esattoriali notificate dagli agenti della riscossione e da Equitalia  S.p.a. in questi ultimi  dieci  anni  potrebbero  venire annullate perché illegittime per via della mancata sottoscrizione dei “Ruoli”  (trasmessi ad Equitalia ) da parte di un dirigente abilitato, ossia assunto tramite pubblico concorso nei Ruoli Dirigenziali della  P.A.


LLPT: Ci spieghi come è nata questa “confusione” suoi ruoli dei dirigenti.

MMR: Stiamo parlando di una questione che riguarda non solo il Ministero delle Finanze in generale, ma anche altri ministeri. Nel 1992 i dirigenti della Intendenza di finanza e di tutti gli uffici finanziari sono stati retrocessi in carriera ed inquadrati nella nona qualifica funzionale, ossia quella dei quadri [8]. In questo modo, parte dell’organico è rimasto scoperto. Sono stati inizialmente chiamati, a coprire il vuoto, quelli che erano dentro il Ministero delle finanze, ma collocati nei ruoli centrali, inquadrandoli come dirigenti, mentre gli altri colleghi sono rimasti nella nona qualifica funzionale.
Poi, alla fine degli anni ’90, ci si è reso conto che questi posti dovevano essere coperti da un certo numero di persone. Così il Ministero ha bandito dei concorsi per coloro che avevano iniziato a ribellarsi all’inquadramento della nona qualifica. Naturalmente questi concorsi non hanno coperto l’organico ma solo in minima parte. Così, i restanti posti sono stati coperti con incarichi fiduciari, conferiti in barba alla legge secondo logiche clientelari. A coprire carichi dirigenziali sono stati chiamati semplici impiegati, che non avevano neanche la qualifica di funzionari e neanche quelli che sono stati retrocessi alla nona qualifica funzionale (i quadri). Così, a comandare sui dirigenti vengono chiamati dei semplici impiegati.

IN PRATICA

Secondo l’esposto presentato dalla dott.ssa Randaccio, tutti gli accertamenti fatti da Equitalia ma che provengono da ruoli trasmessi dalle Agenzie delle Entrate, in quanto firmati da personale privo della qualifica di dirigente, sono nulli all’origine, così come sono nulle tutte le attività di Equitalia.

[1] Tar Lazio, sent. n. 6884 del 1.08.2011.
[2] Corte dei Conti, sezione di controllo sugli enti, con determinazione n.31\2008, nell’adunanza del 28 marzo 2008 e n. 43\2010 nell’adunanza dell’11 maggio 2010.
[3] Cons. Stato, sez. IV, sent. n. 3812/2012 del 27.06.2012.
[4] Ai sensi dell’art. 45 del dlgs 112\99.
[5] Art. 1 co. 2 del dlgs  1651.
[6] All’art. 42 del dpr 600\73.
[7] Come sancito dall’art. 16 co. 1 e dall’art. 4 co. 2 del dlgs 1651.
[8] Istituita con il DPR 44 del 1990.


Fonte: http://www.laleggepertutti.it/22205_nulli-gli-atti-di-equitalia-e-ag-entrate-non-sono-firmati-da-dirigenti