5 regole da sapere se ricevi un decreto ingiuntivo

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Notifica, opposizione, termine di pagamento, esecuzione forzata e onere della prova: tutte le regole da sapere se si riceve la notifica di un decreto ingiuntivo.

Se hai ricevuto la notifica di un decreto ingiuntivo devi sapere alcune regole importanti, per evitare di cadere in decadenze che potrebbero, poi, pregiudicare irrimediabilmente la tua azienda.

1. Il decreto ingiuntivo è una forma speciale del processo di condanna (abbreviato rispetto al normale processo), che permette al creditore, in presenza di una prova scritta del proprio credito (per esempio una fattura, una busta paga, ecc.), di ottenere dal giudice un provvedimento (appunto “decreto ingiuntivo”) contro il debitore, senza un processo vero e proprio e senza prove particolarmente rigorose.

2. Rifiutarsi di ricevere la notifica del decreto ingiuntivo dall’ufficiale giudiziario è assolutamente inutile. Infatti, in questo caso, la notifica si perfeziona ugualmente, con il deposito del plico presso la casa comunale e l’invio di una raccomandata al destinatario.

3. Dal momento della notifica, il debitore ha 40 giorni di tempo per decidere tra una di queste tre soluzioni:
a) pagare quanto ingiuntogli nel decreto ingiuntivo con le spese di giudizio;
b) non pagare quanto ingiuntogli: in tal caso, il decreto diverrà “definitivo” (proprio al pari di una sentenza della Cassazione) e non potrà essere più messo in discussione. Con la conseguenza che il creditore potrà agire in esecuzione forzata contro il debitore (pignoramento dei beni mobili, immobili, del conto corrente, ecc.);
c) presentare opposizione (v. punto 4).

4. Se il debitore presenta opposizione, si apre un giudizio ordinario di cognizione davanti allo stesso tribunale che ha emesso il decreto ingiuntivo. La causa si terrà secondo le regole e i tempi tipici di un normale giudizio, durante il quale le parti dovranno fornire le prove delle rispettive ragioni.
In verità, ad avere l’onere della prova è sempre il creditore (colui che aveva originariamente agito con il decreto ingiuntivo): questi deve dimostrare l’esistenza del credito vantato. Invece, colui che ha presentato l’opposizione deve solo difendersi, dimostrando eventualmente l’assenza del debito o, magari, l’avvenuto pagamento.

5. Il decreto ingiuntivo potrebbe anche essere provvisoriamente esecutivo, e cioè obbligare il debitore a pagare immediatamente, e non quindi all’esito del periodo di “riflessione” dei 40 giorni suddetto.
Questo è possibile se:
- il credito è fondato su cambiale, assegno bancario, assegno circolare certificato di liquidazione di borsa;
- il credito è fondato su atto ricevuto da notaio o altro pubblico ufficiale autorizzato;
- vi è pericolo di grave pregiudizio in caso di ritardato pagamento (in tal caso, il giudice può imporre una cauzione al creditore);
- il creditore produce un documento sottoscritto dal debitore in cui riconosce il proprio debito (una sorta di ammissione).